Si chiamano Maia, vengono dall’Inghilterra e promuovono un miscuglio che loro stessi definiscono “sci-fi folk pop”. Folk-pop-fantascientifico insolito ed epidemico che potrebbe ricordare il mood contemplativo dei Fleet Foxes e l’orientamento psichedelico dell’Incredible String Band.
Sia pure giovanissimi, i quattro creano docili melodie e moderano il ritmo con intramontabili strumenti acustici del costume popolare, ma ad ukulele, mandolino, banjo, tromba e cajon fanno da sfondo video non convenzionali.
Da qualche mese è online quello che accompagna il singolo Zuma Aluma, interamente girato con una tecnologia moderna eppure accessibile a chiunque. Le riprese sono state effettuate con il solo ausilio di un iPhone 4S e – per colmare di gioia gli stakeholder della Apple – la successiva elaborazione ha previsto l’impiego di un iPad 2. Nient’altro.
Forse meno originale, ma comunque bizzarro, risulta anche il clip che accompagna il nuovo singolo The Grandfather Plan, altro brano che troverà spazio in Pepper Stars, secondo disco della band in uscita per fine novembre.
Ragazzi sedotti dal vintage eppure hi-tech addicted: i Maia producono musica e video con equipaggiamento essenziale, associando tradizione e innovazione con esiti positivi. Un valido espediente per l’autopromozione in tempo di crisi.
giovedì 27 settembre 2012
mercoledì 26 settembre 2012
Sulla Strada, il nuovo evocativo singolo di Francesco De Gregori
Il 28 settembre esce Sulla Strada, singolo che anticipa l'omonimo album di Francesco De Gregori.
Il rischio di trovare un filo conduttore tra il brano del cantautore romano e il capolavoro di Jack Kerouac è tangibile. Stesso titolo d'impatto e stesso fremito suscitato dal ricordo di quell’unico grande corridoio che buca montagne e sorvola acque, che taglia campagne e scivola tra paesi.
Di nuda terra o di grigio asfalto, coperta dalla pioggia o spaccata dal sole, profetica rivelatrice che conduce al bene o al male, la strada è (ed è sempre stata) fabbrica di metafore e cibo per l’immaginazione. E’ lì che gli artisti trascinano i piedi e sbattono la faccia tra polvere da ingoiare e una destinazione da scoprire; è lì che si incontrano esempi da calare in romanzi e canzoni. Ed è da lì che riprende il cammino di un Francesco De Gregori pronto a ripercorrerne curve e dossi, con la chitarra a tracolla, un cappello a saldare i pensieri e le tasche piene di parole come sassi. Anche se non è al manifesto della Beat Generation che il musicista si è ispirato, o per lo meno, non consapevolmente.
Sulla Strada è un brano dai caratteri pertinenti con lo stile che contraddistingue l'ultimo De Gregori, quello col cuore all'America e la voce stropicciata.
Il disco del troubadour italiano sarà disponibile dal prossimo 20 novembre.
Il rischio di trovare un filo conduttore tra il brano del cantautore romano e il capolavoro di Jack Kerouac è tangibile. Stesso titolo d'impatto e stesso fremito suscitato dal ricordo di quell’unico grande corridoio che buca montagne e sorvola acque, che taglia campagne e scivola tra paesi.
Di nuda terra o di grigio asfalto, coperta dalla pioggia o spaccata dal sole, profetica rivelatrice che conduce al bene o al male, la strada è (ed è sempre stata) fabbrica di metafore e cibo per l’immaginazione. E’ lì che gli artisti trascinano i piedi e sbattono la faccia tra polvere da ingoiare e una destinazione da scoprire; è lì che si incontrano esempi da calare in romanzi e canzoni. Ed è da lì che riprende il cammino di un Francesco De Gregori pronto a ripercorrerne curve e dossi, con la chitarra a tracolla, un cappello a saldare i pensieri e le tasche piene di parole come sassi. Anche se non è al manifesto della Beat Generation che il musicista si è ispirato, o per lo meno, non consapevolmente.
Sulla Strada è un brano dai caratteri pertinenti con lo stile che contraddistingue l'ultimo De Gregori, quello col cuore all'America e la voce stropicciata.
Il disco del troubadour italiano sarà disponibile dal prossimo 20 novembre.
martedì 11 settembre 2012
Cat Power - Sun
Accantonata l’epoca della dipendenza, Cat Power scippa rimasugli di creatività
all’oblio: fatta eccezione per il cameo con Vedder in ‘Tonight you belong to me’ dell’anno scorso (contenuto in ‘Ukulele songs’), più nulla era trapelato sul
suo conto.
In Sun, flashback di inquietudine e incentivi
alla vita consumano una lotta per l’egemonia in un sound vintage, per gran parte in debito con il filone electropop degli ’80.
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sabato 8 settembre 2012
Tanita Tikaram - Can't Go Back
Tanita Tikaram torna con il discreto eppure incisivo Can't Go Back. Un disco maturo e piacevole realizzato con l'ausilio di ottimi musicisti.
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venerdì 20 luglio 2012
Patti Smith and Her Band a Molfetta: Believe or explode
“Perché dedicarsi all’arte? Per realizzazione personale, perché l’arte valeva di per sé? Aggiungersi alla sovrabbondanza che già circolava sarebbe stato come indulgere verso se stessi a meno che non si fosse stati capaci di offrire illuminazione. […]
Compresi che ciò che conta è l’opera in sé”.
(Tratto dal libro Just Kids, di Patti Smith - Feltrinelli)
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(Tratto dal libro Just Kids, di Patti Smith - Feltrinelli)
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Photography ©Francesco Santoro all rights reserved
sabato 14 luglio 2012
Sting: Back to Bass Tour a Molfetta
“Chi si somiglia si piglia”. Il pubblico dei concerti rispecchia l’artista che si esibisce. Tanto semplice e lampante da risultare banale.
L’altra sera a Molfetta, Sting ha richiamato una folla di gente ben vestita, ben educata, ben truccata, ben pettinata tanto da farmi sentire come un alieno al party.
In più mi hanno costretto ad interpretare la parte dell’insolente, quella del “fotografo” (no, non lo sono affatto) che ha sfidato i coriacei ometti della security per scattare immagini sotto al palco. Eh sì, il buon Sting, sessant'anni, le gambette secche, il bicipite sul flaccido andante, ma un fascino (vista la massiccia presenza femminile) ancora intatto, non vuole teleobiettivi sotto il naso. Mi dicono “solo le prime due canzoni” (ok, fin qui tutto nella norma) … “dal mixer”. Seeeeeeeeeeeeee, certo! Sarà fatto. Mi chiamate a 24 ore dal concerto, non ho l’attrezzatura adatta per le foto da 2 metri e volete che mi metta a scattare dal mixer? Mi conviene rimanere al posto assegnato, nei pressi dello stage, comodo nella mia fantastica poltronissima (voglio conoscere il genio del male che ha coniato il termine adatto per quei “boccaloni” che spendono cento e rotti euro per starsene seduti tutto il tempo su qualcosa che credono somigli ad un trono)! Ad ogni modo … missione compiuta. Più o meno.


“Sono molto felice di essere qui con voi questa sera a Molfetto, in Puglia”. A parte la storpiatura adoperata al nome della cittadina del nord barese, Sting si rivolge alla platea in un buon italiano. Sfodera più volte il suo vocabolario con tono affabulatorio, alla stregua delle sue canzoni, morbide partiture pop dalle note cristallizzate un momento prima di farsi jazz, una spanna al di qua del reggae, due passi prima del rock. Un‘indeterminatezza voluta, che ha fatto la fortuna del cantante inglese e gli ha donato un posto nell’olimpo del mainstream musicale.
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“Sono molto felice di essere qui con voi questa sera a Molfetto, in Puglia”. A parte la storpiatura adoperata al nome della cittadina del nord barese, Sting si rivolge alla platea in un buon italiano. Sfodera più volte il suo vocabolario con tono affabulatorio, alla stregua delle sue canzoni, morbide partiture pop dalle note cristallizzate un momento prima di farsi jazz, una spanna al di qua del reggae, due passi prima del rock. Un‘indeterminatezza voluta, che ha fatto la fortuna del cantante inglese e gli ha donato un posto nell’olimpo del mainstream musicale.
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Photography ©Francesco Santoro all rights reserved
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