Undicesimo lavoro in carriera per i Galactic.
Into The Deep rigenera il funk che ha reso celebre il suono degli statunitensi in oltre due decenni di attività. Tanti i nomi di spessore che celebrano il ritorno del combo.
I Galactic sono fondamentalmente una jam band. Esportano funk, jazz e soul da New Orleans e dopo 25 anni di carriera il loro appeal nell'ambiente musicale non è mai scemato, almeno a giudicare dalle guest appearances vantate in quest'ultimo progetto.
In particolar modo due sono le collaborazioni che meritano menzione.
Into The Deep, la title track, è uno dei momenti migliori del disco. Il brano reca il timbro identitario di una Macy Gray ispirata da un groove lento ma inesorabile. La cantante dell'Ohio condivide lo spettro sonoro con pianoforte e chitarra prima di soverchiare questi e gli altri strumenti nel refrain.
Una grandissima (anche se misurata) Mavis Staples arricchisce di fascino il soul di Does It Really Make A Difference tra una sezione fiati, un organo e una chitarra che risplendono dell'aura magica dei sixties.
Il disco porta in dote un'eccentrica gioia che si perpetua lungo tutti i brani a cominciare dal festaiolo incipit di Sugar Doosie, con fiati in primo piano e il basso leggermente indietro: qualcosa che somiglia ad una marching band della Louisiana in forma ridotta.
Il mix di generi proposto prolifera ulteriormente con il mood "shaftiano" di Higher and Higher, un soul dall'esecuzione viscerale, che può contare sul generoso apporto vocale di JJ Grey.
Coinvolgenti gli strumentali Long Live The Borgne e Today's Blues, ma più che i singoli episodi a rendere valida la proposta di Into The Deep e l'insieme di ritmi avvolgenti che rende tangibile questa ulteriore evoluzione dei Galactic nel nome del funk, un genere così maturo ma tutt'altro che invariabile.
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venerdì 2 ottobre 2015
mercoledì 22 aprile 2015
Tic Tac Toe, nuovo video di JJ Grey
Tic Tac Toe è il nuovo video di JJ Grey. Questa volta è senza i Mofro, nel buio, parzialmente scalfito da una luce tenue che rende la sua confessione vera.
Una chitarra acustica a tracolla, una non scenografia per set, una camera fissa che lo riprende a mezza figura e JJ Grey è pronto a rivelare l’ineludibile.
Tic Tac Toe si spoglia dell’elettricità che contraddistingue la versione finita sul recente Ol'Glory e diventa intimo spurgo della coscienza, in bilico tra pentimento e incapacità a cambiare. Provare emozioni che fluttuano, in un attimo, dall’esaltazione alla rovina, proprio come succede durante una mano di poker. Proprio “come tenere paradiso e inferno nel palmo della tua mano”.
JJ non vuole risultare persuasivo, canta con lo sguardo basso, il capo chino e gli occhi che non guardano mai l’obiettivo della camera, come se il pudore lo impedisse, come se stesse raccogliendo gli ultimi barlumi di una memoria tutt'altro che nobile.
Un non videoclip potente, che ci mostra un cantautore capace di ridare il giusto valore alla musica riducendo tutte le interferenze che possono inquinare espressività e impianto narrativo.
Una chitarra acustica a tracolla, una non scenografia per set, una camera fissa che lo riprende a mezza figura e JJ Grey è pronto a rivelare l’ineludibile.
Tic Tac Toe si spoglia dell’elettricità che contraddistingue la versione finita sul recente Ol'Glory e diventa intimo spurgo della coscienza, in bilico tra pentimento e incapacità a cambiare. Provare emozioni che fluttuano, in un attimo, dall’esaltazione alla rovina, proprio come succede durante una mano di poker. Proprio “come tenere paradiso e inferno nel palmo della tua mano”.
JJ non vuole risultare persuasivo, canta con lo sguardo basso, il capo chino e gli occhi che non guardano mai l’obiettivo della camera, come se il pudore lo impedisse, come se stesse raccogliendo gli ultimi barlumi di una memoria tutt'altro che nobile.
Un non videoclip potente, che ci mostra un cantautore capace di ridare il giusto valore alla musica riducendo tutte le interferenze che possono inquinare espressività e impianto narrativo.
giovedì 26 febbraio 2015
JJ Grey & Mofro - Ol'Glory
Fortemente influenzato dalla roots music, il colletivo Mofro nasce in Florida all’alba degli anni ‘00 per dare voce al proletariato blue-collar con un suono amalgama di soul, blues, rock, folk, funk, gospel e gritty R&B. Dopo due album, il gruppo cambia nome in JJ Grey (band leader e principale autore) & Mofro: lo stile non muta, il traguardo è lo stesso.
Con un successo crescente – alimentato da centinaia di concerti in giro per i continenti – il blend si rinnova ad ogni uscita fino a Ol’Glory, nona pubblicazione. I dischi sembrano avere un fine utilitaristico, un mezzo per lasciar presagire le torride jam concertistiche che esaltano la duttilità del gruppo. Un tocco di originalità e tanti riferimenti a un sound che tange Jerry Reed, Otis Redding e altri maestri del Memphis soul.
Continua su SENTIREASCOLTARE.
Clic qui per Ol'Glory album teaser.
Con un successo crescente – alimentato da centinaia di concerti in giro per i continenti – il blend si rinnova ad ogni uscita fino a Ol’Glory, nona pubblicazione. I dischi sembrano avere un fine utilitaristico, un mezzo per lasciar presagire le torride jam concertistiche che esaltano la duttilità del gruppo. Un tocco di originalità e tanti riferimenti a un sound che tange Jerry Reed, Otis Redding e altri maestri del Memphis soul.
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