Può sembrare un lavoro pretenzioso, invece si rivela un piccolo saggio. Un saggio incentrato sull’esperienza umana,
sul valico che separa le vedute di gioventù e senescenza, sul percorso ad imbuto, stretto com’è,
tra scelte che si ritengono decisive e casualità che ne lastricano il cammino.
Apologia, della Piccola Orchestra Karasciò, trova la sua ragione d’essere nell’accoppiata compact disc-libro,
elementi interdipendenti che rendono distintiva un’opera profondamente espressiva esaltata da requisiti estetici.
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mercoledì 26 giugno 2013
martedì 7 maggio 2013
Piccola Orchestra Karasciò - Apologia
La Piccola Orchestra Karasciò è nota per aver vinto il festival “Voci per la Libertà - Premio Amnesty Italia Emergenti 2010” con il brano Beshir. Un singolo – incluso nell’ep Made in Italy – che denuncia l’anelito di un’umanità vessata disposta ad affrontare incognite inammissibili pur di approdare ad una vita migliore, anche se questa dista chilometri di acqua e sofferenze dalle stentate certezze del quotidiano.Oggi, a distanza di tre anni da quel successo, la Piccola Orchestra Karasciò pubblica Apologia, “una vera e propria opera concettuale a cavallo fra musica, canzone, testo narrato e immagine”, un’originale proposta musicale che abbina CD e libro quali elementi interdipendenti.
Apologia è un concept album che narra alcune dinamiche dell’esistenza secondo due situazioni soggettive. Il fil rouge è tenuto insieme dai tarocchi, carte ambasciatrici di ogni capitolo del libro che racchiude una più ampia interpretazione per ogni canzone. Le carte dei tarocchi vengono tradotte in modo dissimile a seconda dello sguardo che ne cattura l’immagine raffigurata. Una cartomanzia personale decodificata dagli occhi di un giovane oppure svelata dalla vista di un vecchio. Le undici tracce palesano analisi di argomenti spinosi, inclusa la morte. Componimenti che, pur trattando il tema dell'ineluttabile epilogo, rafforzano l'entusiasmo per la vita pur nelle sue dogmatiche contraddizioni. La Piccola Orchestra Karasciò invita ad avventurarci lungo “un viaggio al limite tra il reale e il sogno” veicolato dal folk, quello melodico, popolare e febbrile. Quello che esige un line up corposo capace di sostenerlo senza subirlo.
Per far fronte a questa urgenza il gruppo è composto da un nutrito stuolo di musicisti – Paolo Piccoli (voce, chitarra acustica e ukulele), Roberto Nicoli (basso elettrico e contrabbasso), Fabio Bertasa (chitarra elettrica e chitarra acustica), Michele Mologni (batteria), Diego Camozzi (mandolino e lap steel), Francesco Moro (fisarmonica), Enzo Guerini (voce narrante) – proprio come una piccola orchestra.
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