Visualizzazione post con etichetta jazz. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta jazz. Mostra tutti i post

domenica 12 aprile 2015

Polar Bear - Same As You

I Polar Bear di Seb Rochford, tre volte nominato al Mercury Music Prize, pubblicano Same As You.
Foga e stasi strumentale si alternano in un cantico alla natura per interpretare un territorio selvaggio che profonde sentimenti autentici, positivi. Gli stessi che la band intende trasmettere con una fusione di stili jazz.

Continua su SENTIREASCOLTARE.

martedì 24 febbraio 2015

A long way down to the roots – Michele Giuliani plays Duke Ellington

Nel marasma di scialbe pubblicazioni reclamizzate in pompa magna, con toni enfatici e sparate sensazionali, conforta apprendere che qualcuno risponde solo ad urgenze scevre dai meccanismi del sistema, asservite unicamente alla spontaneità del momento.
Con una pubblicità che neanche può essere definita tale, Michele Giuliani promuove la sua idea di musica. Con poche righe autografe annuncia l’uscita di un nuovo album, affidando i suoi tormenti a un messaggio email capace di far coesistere timidezza ed ira per il letale mix di nefandezze e mercificazione che ha quasi annientato la sensibilità all’arte.
Pianista eclettico, Giuliani è autore che varca spesso i confini del jazz e della world per tornare alle radici del tutto, ad un’essenzialità schietta. A long way down to the roots – Michele Giuliani plays Duke Ellington impiatta il nòcciolo e getta la polpa. Radicalizza lo scontro tra spessore artistico e futilità presentando un monologo per pianoforte che indaga l’origine del legame tra alcune composizioni di Duke Ellington e i suoni dell’Africa. Una fascinazione che il maestro americano riporta in varie partiture, African Flower su tutte.
A long way down to the roots è proposta autentica che Giuliani offre con un sentito, ma tutt’altro che deferente, tributo all’eccellenza jazz. Reso integralmente disponibili in rete, “il disco” espone dieci reinterpretazioni intrecciate dall’improvvisazione e guidate da ipnotiche suggestioni. Un viaggio immaginifico e libero, in ogni senso, che riporta in auge raffinatezza e profondità artistica. Affidare queste cover allo streaming gratuito non arricchisce, ma buttare sangue per la musica ripaga moralmente e contribuisce a svelare la qualità. Proprietà umana e professionale che a Michele Giuliani non manca.

mercoledì 6 febbraio 2013

Micah Gaugh Trio - The Blue Fairy Mermaid Princess

La raccolta intitolata The Blue Fairy Mermaid Princess ripercorre un momento della carriera di Micah Gaugh fino ad oggi inedito. Un compendio di 42 minuti che ben rappresenta le 14 colossali ore di registrazioni trascurate per anni in archivio. Una frattura nel percorso artistico del musicista che va dal 1994 al 1997. Una lacuna colmata con la riproposizione di jam dal vivo e sessioni in studio riemerse grazie alla laboriosa opera di recupero svolta da Julien Fernandez – regista dell’ardita impresa nonché autore dell’artwork – che ha setacciato le incisione del triennio in questione. Un periodo che impegna Gaugh (voce, piano, sassofono), Kevin Shea (batteria) e Daniel Bodwell (contrabbasso) a misurarsi con un flusso emorragico di creatività originato dal free jazz, ma dai contorni indistinti, qualcosa che ha a che fare con il meta jazz.
Anche se parziale, la definizione allo stile è di superficie, è formale e non potrebbe essere diversamente: entrare nel merito significherebbe articolare un parere didascalico e a tratti impossibile. Il contenuto del disco è così disinvolto, affrancato da caratteri di genere, che a tratti risulta sovversivo. Gaugh non canta, non sempre, piuttosto emette vocalizzi gutturali alternati a falsetti che lamentano versi introspettivi e sentimentali in un (quasi) grammelot che si districa tra tempi rubati ad una ritmica volutamente irresoluta. E’ musica d’avanguardia, è sperimentazione che non troverà spazio tra le contemporary hit radio come tra le stazioni tematiche, perché è musica dettata dal momento, è ispirazione frenetica e visionaria trascinata da quell’interazione (quasi telepatica) che è l’improvvisazione.
Più che ambiziosa, The Blue Fairy Mermaid Princess è operazione coraggiosa che combatte la prigione degli stereotipi. Un’iniziativa rivolta a chi preferisce rifiutare il rassicurante invito del pregiudizio, nell’interesse dell’eccezione alla norma.
L’album, accreditato a Micah Gaugh Trio, uscirà per Africantape il prossimo 4 marzo.