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sabato 14 luglio 2012

Sting: Back to Bass Tour a Molfetta

“Chi si somiglia si piglia”. Il pubblico dei concerti rispecchia l’artista che si esibisce. Tanto semplice e lampante da risultare banale. L’altra sera a Molfetta, Sting ha richiamato una folla di gente ben vestita, ben educata, ben truccata, ben pettinata tanto da farmi sentire come un alieno al party. In più mi hanno costretto ad interpretare la parte dell’insolente, quella del “fotografo” (no, non lo sono affatto) che ha sfidato i coriacei ometti della security per scattare immagini sotto al palco. Eh sì, il buon Sting, sessant'anni, le gambette secche, il bicipite sul flaccido andante, ma un fascino (vista la massiccia presenza femminile) ancora intatto, non vuole teleobiettivi sotto il naso. Mi dicono “solo le prime due canzoni” (ok, fin qui tutto nella norma) … “dal mixer”. Seeeeeeeeeeeeee, certo! Sarà fatto. Mi chiamate a 24 ore dal concerto, non ho l’attrezzatura adatta per le foto da 2 metri e volete che mi metta a scattare dal mixer? Mi conviene rimanere al posto assegnato, nei pressi dello stage, comodo nella mia fantastica poltronissima (voglio conoscere il genio del male che ha coniato il termine adatto per quei “boccaloni” che spendono cento e rotti euro per starsene seduti tutto il tempo su qualcosa che credono somigli ad un trono)! Ad ogni modo … missione compiuta. Più o meno.


Sono molto felice di essere qui con voi questa sera a Molfetto, in Puglia”. A parte la storpiatura adoperata al nome della cittadina del nord barese, Sting si rivolge alla platea in un buon italiano. Sfodera più volte il suo vocabolario con tono affabulatorio, alla stregua delle sue canzoni, morbide partiture pop dalle note cristallizzate un momento prima di farsi jazz, una spanna al di qua del reggae, due passi prima del rock. Un‘indeterminatezza voluta, che ha fatto la fortuna del cantante inglese e gli ha donato un posto nell’olimpo del mainstream musicale.

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Photography ©Francesco Santoro all rights reserved

mercoledì 5 gennaio 2011

Lost dogs

Lost dogs, cani dispersi. Un modo di dire che indica incisioni rare, b-side e canzoni rimaste fuori dalle pubblicazioni ufficiali. Brani persi proprio come quelli raccolti in un doppio dei Pearl Jam di qualche anno fa.
Qui non ci sono cani da accalappiare e nemmeno brani da rastrellare. I miei lost dogs sono solo tre dischi. Album sfuggiti all’acquisto compulsivo, al dnld corsaro o al prestito di un chierico Dick piuttosto che un Barry psichedelico (chissà quanti la capiranno questa). Titoli che sono arrivati tardi per l’assenza del giusto passaparola, perché usciti nel debosciato periodo estivo o perché eclissati da assillanti scadenze di fine anno.
Non solo per valutazioni oggettive, ma anche per affetto e gusto personale, ecco tre lost dogs nel 2010 recuperati “solo” oggi.


Michele Giuliani & Reunion Platz
Roots
(marzo 2010)

Splendidi ritmi, sontuose melodie e audaci interazioni tra jazz e musica etnica. Roots è un lavoro istintivo e appassionato. Un disco per resettare la mente e ripulire i timpani da tutte le porcate che ci propinano in questi periodi. E’ il modo “per riconquistare la piena padronanza del nostro mondo”.
Michele Giuliani, il suo piano e la Reunion Platz ricreano una “musica radicale”. Il jazz riportato alle radici, nella terra che l’ha originato, con i suoi strumenti e con i suoi colori.
Da non perdere.

MySpace ufficiale qui


Brad
Best Friends?
(agosto 2010)

Il rock morbido della chitarra di Stone Gossard e il soul pianistico e vocale del corpulento Shawn Smith: così germoglia la personale visione di un sound senza tempo che ipnotizza senza lasciare scampo. I Brad licenziano il loro quarto album in 17 anni! Al di là dei numerosi e preminenti impegni (su tutti quello di Stone con i Pearl Jam), dai risultati ottenuti appare evidente che il gruppo pubblica solo dischi genuini ed ispirati.
Best Friends? contende a Shame (debutto del 1993) lo scettro di miglior lavoro della band.
Semplicemente irrinunciabile.

Web site ufficiale qui


Artisti Vari (Billy Joel/ Bruce Springsteen & The E Street Band/ Crosby, Stills & Nash/ Simon & Garfunkel/ Jeff Beck/ Jerry Lee Lewis/ Lou Reed/ Metallica/ Mick Jagger/ Stevie Wonder/ Sting/ U2 …)
The 25th Anniversary Rock & Roll Hall Of Fame Concerts (novembre 2010)

Per i 25 anni della Rock’n’Roll Hall of Fame, una schiera di rockstar si raduna per festeggiare un genere che ha resistito a tutte le mode, rinnovandosi e contaminandosi, pur restando fedele alla propria ragion d’essere: la rivoluzionaria corsa controcorrente, la cronaca della strada, i sogni e le sconfitte musicati nel 4/4 in battere che spacca i timpani e smuove le viscere.
I due concerti, tenuti nella splendida cornice del MSG di New York, sono stati registrati il 29 e 30 ottobre 2009. La versione da 4 CD include 54 performance di attempati musicisti che hanno tramandato il verbo rock nel corso di questi ultimi quattro decenni. Vecchietti, sì, ma che a tratti danno la polvere alle nuove leve. Certo, il concerto in se – sorta di autocelebrazione – è una contraddizione in termini, un compromesso con l’establishment musicale. Ma il binomio “arte/affari” a certi livelli pare inscindibile. Mainstream rock da comprare (per l’appunto). Disponibile anche in DVD.

Pre-ascolto qui