Visualizzazione post con etichetta Medimex. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Medimex. Mostra tutti i post

venerdì 16 giugno 2017

Medimex 2017

Si è concluso il lungo week-end barese del Medimex. Nel ricco cartellone l'unico concerto italiano dell'anno di Iggy Pop – per il quarantennale di Lust for Life e The Idiot –, Tricky, gli Showdive e l'eslcusiva del live di Solange insieme a tante altre attività incentrate sulla musica. Un grande momento di aggregazione per decine di migliaia di appassionati che, pur tra mille controlli, è riuscito nell'intento di far emergere il lato più festoso degli eventi musicali.

Il Medimex di quest'anno doveva presentarsi in una veste rinnovata, una special edition per l'appunto, e tale è stata. La sesta edizione della kermesse barese, progetto di Puglia Sounds, non ha deluso per qualità e quantità. Ospiti d'onore di primissimo piano, nuovi esponenti della musica contemporanea e i consueti panel per gli addetti ai lavori – discografici, giornalisti, fotografi, startupper, operatori del settore – hanno lasciato il segno caratterizzando un week-end dedito interamente alla manifestazione. Il Cavallo di Troia scelto per rappresentare graficamente questa edizione lascia spazio a diverse interpretazioni. Forse la più appropriata è anche la più intuitiva: la musica quale moto artistico che si insinua nella città, che permea tra le strade, sulle spiagge, nei palazzi storici e che esplode tra i fragori di suoni e ritmi per catturare gli astanti. Il nuovo Medimex ha cambiato epicentro. Non snoda più le sue dinamiche in un luogo unico, monolitico e periferico (la Fiera del Levante), ma articola il suo capillare approccio soprattutto nel centro cittadino dove espropria benevolmente l'ex Palazzo delle Poste, lo Spazio Murat, il Castello Svevo e Piazza Prefettura. Impossibile non rimanere coinvolti dalla manifestazione. Tutti gli eventi, del resto, sono stati offerti a titolo gratuito. A pagamento se ne sono contati solo un paio, ma anche per essi valeva la pena un esborso equo pur di garantirsi l'abbraccio dell'arte musicale.

La mostra David Bowie & Masayoshi Sukita: 40° anniversario Heroes dà l'avvio alla rassegna, l'8 giugno, con il maestro della fotografia giapponese presente in carne e ossa per raccontare la mitica sessione fotografica che ha fermato nel tempo l'iconica espressione di Bowie per il suo album Heroes. Un binomio, quello tra il maestro della pellicola e il Duca Bianco, che ha formato un sodalizio lungo e fruttuoso ben raffigurato con le stampe esposte all'interno delle splendide stanze del Castello Svevo. Oltre 23 gli scatti inediti mai esposti in Italia, con Iggy Pop a fare da “subalterno” a Bowie in fotografie che lo ritraggono calato nei panni di un folcloristico giapponese con tanto di geta ai piedi. Un mostra che ha da subito riscosso successo e che resterà aperta fino al prossimo 2 luglio.

Proprio Iggy Pop, già coprotagonista negli scatti di Sukita, è stato artefice indiscusso di questa edizione del Medimex. Il suo concerto è stato davvero emozionante, trascinante e d'impatto. Non è un iperbole. Iggy è indubitabilmente un uomo anziano di 70 anni, è pieno di acciacchi ed evidenzia un passo claudicante, ha una pelle pachidermica e l'artrosi ha predato le sue dita. Iggy è tutto questo, ma è anche esattamente l'opposto.
La sera del 10 giugno, decine di migliaia di spettatori sono accorsi da ogni parte della Penisola al concerto in esclusiva per l'Italia. Fortunati fans hanno assistito a due ore di pura intensità tra salti, piroette, capitomboli giù dal palco (fortunatamente senza conseguenze), spurghi salivari punk a profusione e rock'n'roll come gli dei del ritmo comandano. Iggy, ancora oggi, sembra dare la polvere a smunti artisti che calcano le scene e denunciano un'età anagrafica tre volte inferiore alla sua. L'iguana galvanizza la band – superlativa –, sobilla la moltitudine pressata in piazza Prefettura (le stime oscillano tra 50.000 e gli 80.000 presenti) e si presta ai fotografi come una diva d'altri tempi. Iggy, insomma, è uno nato per stare sul palco e anche sotto quando, a più riprese, si lascia andare ad una fisicità ostentata e quasi da subito realizzata con abbracci concessi ad un pubblico in visibilio. Quella dello statunitense è davvero una gran performance incentrata sui classici degli Stooges e sulla produzione solista, con tanto di bis inatteso.

Il giorno prima, venerdì 9 giugno, è Tricky ad esibirsi in piazza. Intenso, notturno, torbido. Sono gli aggettivi che più frequentemente si usano per descrivere le sue musiche, le sue tracce meticce, che intersecano generi senza un'apparente delineazione. E sono aggettivi che posso essere ribaditi anche per le riproduzioni nella dimensione live.
L'inglese non è di certo munifico, ma è un professionista del mainstream pop e lo dimostra regalando al pubblico una performance impeccabile che coniuga il repertorio con le uscite più recenti. Il cantante di Bristol ballonzola nel buio, tra luci basse e prevalentemente blu, costringendo la vista a spegnersi nell'oscurità per concedere all'udito il primato dei sensi. Oltre a lui, sul palco, un chitarrista che picchia duro e un batterista che si divide tra tamburi e laptop. Performance speciale anche questa, che poco si abbina ai toni dimessi del set eseguito a ruota dai redivivi Slowdive.
Tricky incendia, mentre gli Slowdive soffocano il climax con un concerto piatto e privo di ambizione. Appesantiti, statici e fuori contesto, i componenti del gruppo ripropongono uno shoegaze fuori tempo massimo, che non avvince e male si adatta a tallonare le impennate ritmiche impresse poco prima da Tricky-Adrian Thaws. Eppure il pubblico accorre numeroso e schiere di giovanissimi sembrano impazzire per la sola presenza della band britannica lì, tra i fumi di scena bucati dai led luminosi.

Nota a margine: i controlli. Doverosi, efficienti e praticamente a tappeto. Ma la massiccia presenza delle forze dell'ordine non ha frustrato le decine di migliaia di appassionati accorsi a Bari per godersi in pace gli spettacoli musicali. Le barriere di cemento e di metallo stridevano con il clima festoso, ma non hanno impattato più di tanto sulla generale spensieratezza che ha ammantato tutti gli eventi.

La chiusura di questa Special Edition del Medimex, domenica 11 giugno, è stata affidata a Solange Knowles (sì, per la cronaca, la sorella di Beyoncé) in un Petruzzelli che per una sera ha dimenticato di essere un istituzione tra i teatri italiani e si è trasformato in una succursale dell'Apollo Theater di Harlem.
Tra scenografie in stile sixties, costumi a metà tra le tute di Star Trek e pigiami a buon mercato, coreografie vintage e una all-coloured band con tanto di sezione fiati, Solange e i suoi hanno preso per mano il pubblico. Un pubblico che si è lasciato condurre, sin dall'avvio, tra ritmi e armonie della black in una sintesi di genere tradotta dal mood dei nostri giorni.
Solange canta – bene, e non è un dettaglio –, balla, scende dal proscenio in mezzo al pubblico generando il panico tra la security e l'entusiasmo in platea, e si avventura a salutare gli afroamericani che occupano un palco laterale. Scatenata, e allo stesso tempo “disciplinata”, rassomiglia alla sua più famosa sorella ma senza lo stesso carico di supponenza, scevra di quel manierismo tipico da star. Il suo concerto, strutturato sul successo dell'ottimo A Seat at the Table, convince e gratifica l'uditorio.

Il comunicato stampa redatto per la chiusura del Medimex 2017 conferma, grazie al computo numerico, il successo della manifestazione. Oltre 120.000 le presenze tra concerti, attività professionali, incontri d'autore, djset, mostre e attività collaterali con 200 artisti coinvolti, oltre 200 operatori, 1.000.000 di contatti sui social, 130 testate accreditate e una ventata di turismo in più per il capoluogo pugliese.

Una conferma circa quanto fin qui svolto nei sei anni di Medimex, ma anche una bella affermazione per Cesare Veronico, il nuovo direttore artistico della kermesse, e il suo staff.
Un riscontro positivo che, più che ad un punto di approdo, assomiglia ad un rinnovato avvio per le future edizioni.

 
 
 
 
 All images are © Francesco Santoro

mercoledì 4 novembre 2015

Medimex 2015

Si è svolta a Bari, dal 29 al 31 ottobre, la quinta edizione del Medimex. Il salone dell’innovazione musicale ha incrementato il suo seguito e ha portato in Puglia artisti desiderosi di farsi strada e musicisti già nel “giro che conta”. Fiore all’occhiello della manifestazione l’installazione «Light Paintings» (aperta fino al 14 novembre presso il Teatro Margherita) di Brian Eno.

Per ospitare il Medimex la Fiera del Levante si è trasformata per la quinta volta in una cittadella della musica, crocevia di artisti indie e mainstream, capace di attirare un numero vastissimo di spettatori, operatori del settore e artisti. Il bilancio finale computa 50.000 presenze e conferma l’utilità dell’investimento sulla cultura musicale.

Gli invitati a condividersi la scena erano tanti: l’impresa vera era seguirli tutti. In cima alla lista delle priorità c’era il panel con Brian Eno, artefice di una trattazione tanto sincera (“ho promesso a me stesso che non avrei mai avuto un lavoro") quanto autoironica (“dirò cose che non importano ad alcuno”) che ha solo lambito i trascorsi di musicista e produttore per dettagliare il suo percorso di visual artist e cercare di spiegare genesi e finalità di Light Paintings, una serie di opere da lui concepite e “dipinte con la luce”.

Appuntamenti interessanti anche quelli con Lo Stato Sociale, gruppo di ragazzi che hanno le idee ben chiare e che vantano una coerenza che sembra fuoriuscire d’altri tempi; con i Deproducers che hanno presentato la loro idea di “musica per conferenze spaziali”; con il sempre lucido Erri De Luca che annovera un recente sodalizio artistico con Nicky Nicolai e Stefano Di Battista.
Tra i più celebrati Ludovico Einaudi – impressionante il seguito del compositore tra i giovanissimi – Carmen Consoli che racconta come “è tutto in costruzione” dopo aver data alla luce un figlio e David Lang – premio Pulizer per la musica e compositore USA dell’anno nel 2013 – autore della colonna sonora del film Youth (Paolo Sorrentino).
Seguitissimo anche l’incontro d’autore con Vinicio Capossela, autore del libro Il paese dei copoloni da cui è stato tratto l’omonimo lungometraggio presentato in anteprima in versione non definitiva.

Nutrita anche la sezione live, con una predominanza femminile. Hindi Zara ha ottenuto consensi per una performance molto intensa, Natalie Imbruglia ha fatto leva sulla nostalgia dei fans e Carmen Consoli ha raccolto il maggior numero di spettatori.
Gli organizzatori del Medimex confermano una formula ormai rodata, e decisamente vincente, scevra di novità formali. Fiduciosi, aspettiamo di sapere se ci sarà un seguito nel 2016.













mercoledì 5 novembre 2014

Medimex 2014

Tre giorni zeppi di coinvolgenti incontri capaci di soddisfare la curiosità degli addetti ai lavori e di appagare il pubblico. La contabilità finale del Medimex è di rilievo: oltre 16mila presenze, 120 appuntamenti e 18 ore di musica live. Grande seguito, insomma, per la quarta edizione della fiera dell’innovazione musicale. I panel hanno cercato di analizzare le best practice da cui ripartire per un rilancio dell’economia musicale. Non facile, ma parlarne con i protagonisti, case discografiche, artisti e portatori di nuove tecnologie, è stato utile soprattutto per proporre – senza ipocrisie e senza sterili polemiche – qualcosa in più delle sole incognite. Tutti gli intervenuti – tra questi Ivano Fossati, Giorgia, Malika Ayane, Niccolò Fabi, Max Gazzè e Daniele Silvestri, Renzo Rubino, J-Ax – hanno cercato di offrire la propria esperienza sul personale modo di interpretare il rapporto con la musica. Non sono mancate cadute di stile e saccenteria, ma quelle erano inevitabilmente incluse nel lotto. Meno significativa dal punto di vista sostanziale, ma comunque da menzionare anche solo per il peso dei suoi trascorsi, la presenza di Vasco Rossi che ha presentato alla stampa Sono innocente, il suo nuovo disco di inediti. La Puglia conferma, così, la tendenza creativa degli ultimi anni e rimarca un profilo decisamente votato all’arte musicale: è davvero piacevole riscontrare che i cosiddetti “stati generali” della musica italiana si incontrano a sud da ormai quattro anni. Una bella iniziativa che tutti si augurano confermata con l’insediamento del prossimo governo regionale. Insieme ai big, o comunque a chi è già noto al pubblico, sono risultate azzeccate le band selezionate per i concerti serali. Particolarmente apprezzabili gli showcase offerti da The Ringo Jets (straordinari figli della cruda tradizione elettrica) e da Jack Savoretti (molto più USA che UK). Conferme, per lo meno di seguaci sottopalco, per Brunori Sas, Diodato e Mannarino: i loro concerti hanno registrato il tutto esaurito. Come pure affollati sono risultati i pacati live di Cristina Donà, dell’Orchestra Di Piazza Vittorio con Ginevra Di Marco e degli esotici Dakhabrakha. A dare un senso di partecipazione “alla pari” è stato il contributo di quegli artisti che hanno piacevolmente socializzato tra i corridoi dello spazio fieristico con pubblico e giornalisti. Anche questo è stato il grande merito della tre giorni barese: aver favorito il reale annullamento di ogni distanza tra palco e pubblico lasciando emergere il lato più affabile e cortese dei presenti.

 
 












 
All images are © Francesco Santoro

martedì 17 dicembre 2013

Medimex 2013

Il cartellone del Mediterranean Music Expo 2013 ha proposto, dal 6 all’8 dicembre, una serie di appuntamenti parlati e vetrine live con cantori smaniosi di raccontarsi, musicisti indie in cerca di gloria, artisti spesso sottovalutati, scapestrati del rock’n’roll e dozzinali urlatori. Quasi senza soluzione di continuità il susseguirsi di attività, in un vortice di tavole rotonde dedicate alle argomentazioni di operatori del settore, organizzatori di festival, dirigenti di case discografiche, giornalisti, fotografi e soprattutto affaristi del nuovo mondo musicale, quello che lega indissolubilmente la quarta arte ad app(licazioni) sempre più innovative.

Continua su News mag.