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martedì 18 novembre 2014

Ani DiFranco - Allergic to Water

Ani DiFranco ha l’aspetto da scaricatore di porto e la voce da usignolo. La sua fuorviante esteriorità e il suo spirito gentile sembrano in netto contrasto, eppure questa antitesi sembra aver creato la migliore combinazione possibile tra artista folk votata all’intimismo e irriducibile “riot grrrl” dall’aspetto pugnace.

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venerdì 13 gennaio 2012

Ani DiFranco - ¿Which Side Are You On?

Sembra che lo spirito critico stia rifiorendo. Almeno negli Sates.
Segnali di inquietudine provengono dall'ambito artistico, letterario, sociologico e persino politico.
Arundhati Roy, autrice fuori dal coro, ha intravisto nella protesta di Occupy Wall St. "una lotta per la giustizia, non solo per gli U.S.A. ma per tutti". I ragazzi di Zuccotti Park hanno dato vita a un movimento spontaneo sorto nel "cuore stesso dell'impero" che ha trasmesso speranza e ha contribuito ad articolare una visione alternativa al sistema che tende a trasformare "tutti i suoi cittadini in zombie irretiti dall'equazione tra consumismo insensato, felicità e realizzazione personale" [1].

Un po' quello che dice la nuova strepitosa rivisitazione di ¿Which Side Are You On? a cura di Ani DiFranco.
L'immortale inno dei lavoratori, reso celebre da Pete Seeger, è il motivo trainante del nuovo album della folksinger americana.
Un link al passato per indagare il presente.
Sublime.

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[1] Tratto da We are all Occupiers (The Guardian).

martedì 19 gennaio 2010

This machine surrounds hate and forces it to surrender

La musica, l’impegno sociale e la rabbia preservano dalla vecchiaia.
Nel maggio scorso Pete Seeger ha compiuto 90 anni. Gli ultimi 70 (!) li ha trascorsi per strada: a suonare musica, a fare politica, a guidare cortei per la pace.
E ancora oggi, a dispetto della sua veneranda età, il tenace Pete ama esibirsi in pubblico con il suo adorato banjo. Un banjo adibito ad arnese, macchina. “Questa macchina circonda l’odio e lo costringe ad arrendersi”. Ecco la traduzione del motto inscritto lungo il bordo del suo strumento. Un avvertimento più cortese, nella forma, ma non meno esplicito, nella sostanza, di quello esposto sulla chitarra di Woody Guthrie ("This Machine Kills Fascists").

Il 3 maggio scorso, davanti ad un nutrito e partecipe pubblico, Joan Baez, Bruce Springsteen, Dave Mattews, Ani DiFranco, Tom Morello e altri musicisti hanno celebrato il novantesimo compleanno di Seeger al Madison Square Garden di New York. Dall’evento sono state tratte le immagini per l'home video “Pete Seeger's 90th Birthday Celebration: The Clearwater Concert”, i cui proventi saranno devoluti all’Hudson River Sloop Clearwater. L’ente ambientalista, voluto dallo stesso Seeger negli anni '60, è nato per salvaguardare l’ecosistema del fiume Hudson e dei suoi affluenti. Ed è proprio dal palco, per l'occasione allestito a forma di Sloop, un battello a vela, che si sono esibiti folk singer e rocker intenti a festeggiare e a tener testa allo scontroso nonnetto (ecco una corale This Land Is Your Land). Anzi, per dirla alla maniera di Springsteen, “Pete sembra tuo nonno, se solo tuo nonno potesse prenderti a calci in culo”.
A quanto pare il tosto Pete dovrebbe correggere la scritta sul banjo con uno slogan più appropriato, tipo: “Con questa macchina sbeffeggio il tempo e lo costringo ad arrendersi”.

Preview del DVD

mercoledì 15 ottobre 2008

Don’t drink water, drink wine!

Il 21 ottobre Ani DiFranco terrà un concerto al Rolling Stone di Milano.
Purtroppo non potrò assistervi e già ipotizzo (con la little folksinger on stage, nulla è ordinario) che quanto andrà in scena sarà sensazionale.
La 38enne cantautrice di Buffalo è davvero unica.
Non mi credete? Parlo per esperienza personale, mica per sentito dire!
Ho visto Ani in tour 4 anni fa.
Alcuni ricordi, legati a quell'entusiasmante concerto, sono ancora vivi nella mia mente.
Eccoli.

14 novembre 2004. Piove copiosamente sull’edificio che, generosamente, chiamerò palasport.
Il PalaMartino, una palestra della periferia barese, è sold out per il concerto di Ani DiFranco.
Un’inattesa ovazione accoglie il suo ingresso sul palco e lei, allibita, mima un balzo indietro, come travolta da un’onda d’urto.
L’esibizione è subito carica di pathos: Ani batte le corde della chitarra, colpendo anche, quelle vibranti nel profondo di ognuno di noi.
Non tutti afferrano il senso dei suoi testi, ma lei è in grado di farsi capire; con il tono di voce ora solare, ora mesto, con l’efficace mimica facciale, con il sincopato suono delle chitarre acustiche. Conduce oltre l’ostacolo, oltre il significato della tormentata storia d’amore che narra, della quotidiana ingiustizia sociale, racconta la ricerca di semplici desideri.
Qualche luce illumina la sua figura minuta e quella del jazzista Todd Sickafoose che, con il suo contrabbasso, la segue in questo tour: la sobria scenografia enfatizza la performance del duo.

La grintosa cantautrice, diverte inaspettatamente quando racconta, in uno stentato italiano, di essere sotto gli “effetti” del caffè espresso e del vino - a suo dire - le uniche bevande esistenti in Italia. In proposito, infatti, confida di non bere altro qui, e ride ricordando il gran mal di testa che segue ogni “degustazione”. Durante una pausa, prende la sua bottiglietta d’acqua per mandar giù un sorso. Acqua, qui? Sarà mica di contrabbando!? A quel punto, memore del pettegolezzo precedente, le suggerisco (in realtà, sbraito dalla seconda fila): “Don’t drink water, drink wine!”. Sul volto di Ani si illumina un ampio sorriso e subito risponde qualcosa che (maledizione!) si perde tra l’ilarità generale.
Ci lascia con la splendida “32 Flavors” eseguita insieme a Gail Ann Dorsey (tour opener) anche lei con chitarra acustica e al controcanto (ecco una recente versione del brano). “Socchiudi gli occhi” sussurra “e guarda più da vicino”. Sento di dover ascoltare il suo consiglio: mi scruto dentro e provo una grande soddisfazione. Ani DiFranco ha reso memorabile la fredda serata di un giorno qualunque in un sobborgo del sud, ed io in cambio, le ho strappato un sorriso.


- Setlist -
Ain't That The Way
Educated Guess
Garden Of Simple
Half-Assed
Swim
Here For Now
So What
Lag Time
Up Up Up Up Up Up
Little Plastic Castle
Dilate
Phase
Welcome to:
Nicotine
Shameless
Gravel
32Flavors

Ho reso l'idea?
No? Allora vuol dire che proprio non potete fare a meno di un supporto audio.
In tal caso, è indispensabile correre ai ripari con l'acquisizione del concerto registrato a Roma la sera dopo il "live in Bari".
Fa parte delle uscite denominate "Official Bootleg Series" (in pieno stile Bob Dylan).
Ovviamente, caldeggio l'acquisto.


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