martedì 7 maggio 2013

Piccola Orchestra Karasciò - Apologia

La Piccola Orchestra Karasciò è nota per aver vinto il festival “Voci per la Libertà - Premio Amnesty Italia Emergenti 2010” con il brano Beshir. Un singolo – incluso nell’ep Made in Italy – che denuncia l’anelito di un’umanità vessata disposta ad affrontare incognite inammissibili pur di approdare ad una vita migliore, anche se questa dista chilometri di acqua e sofferenze dalle stentate certezze del quotidiano.
Oggi, a distanza di tre anni da quel successo, la Piccola Orchestra Karasciò pubblica Apologia, “una vera e propria opera concettuale a cavallo fra musica, canzone, testo narrato e immagine”, un’originale proposta musicale che abbina CD e libro quali elementi interdipendenti.  
Apologia è un concept album che narra alcune dinamiche dell’esistenza secondo due situazioni soggettive. Il fil rouge è tenuto insieme dai tarocchi, carte ambasciatrici di ogni capitolo del libro che racchiude una più ampia interpretazione per ogni canzone. Le carte dei tarocchi vengono tradotte in modo dissimile a seconda dello sguardo che ne cattura l’immagine raffigurata. Una cartomanzia personale decodificata dagli occhi di un giovane oppure svelata dalla vista di un vecchio. Le undici tracce palesano analisi di argomenti spinosi, inclusa la morte. Componimenti che, pur trattando il tema dell'ineluttabile epilogo, rafforzano l'entusiasmo per la vita pur nelle sue dogmatiche contraddizioni. La Piccola Orchestra Karasciò invita ad avventurarci lungo “un viaggio al limite tra il reale e il sogno” veicolato dal folk, quello melodico, popolare e febbrile. Quello che esige un line up corposo capace di sostenerlo senza subirlo.
Per far fronte a questa urgenza il gruppo è composto da un nutrito stuolo di musicisti – Paolo Piccoli (voce, chitarra acustica e ukulele), Roberto Nicoli (basso elettrico e contrabbasso), Fabio Bertasa (chitarra elettrica e chitarra acustica), Michele Mologni (batteria), Diego Camozzi (mandolino e lap steel), Francesco Moro (fisarmonica), Enzo Guerini (voce narrante) – proprio come una piccola orchestra.

sabato 4 maggio 2013

Take action, join the movement: Tom Morello "The Union Man"

La musica ha avuto un ruolo determinante nella storia della lotta sindacale in questo Paese. Ho voluto delineare il mio pensiero realizzando un album composto da classici del sindacato”. Le affermazioni di Tom Morello sembrano pleonastiche eppure, in una recente intervista, il chitarrista ha voluto illustrare la genesi del suo ep Union Town ribadendo le proprie radici politiche. Cresciuto in Illinois, presso una famiglia che ha sempre individuato nell’associazionismo un valore fondamentale, Morello ha onorato la festa del lavoro di quest’anno insieme al Teamster, il sindacato statunitense degli autotrasportatori. Per l’occasione ha reso disponibile il download – tramite un’apposita pagina del web site teamster.org – di quattro degli otto brani inclusi in Union Town (la title track, A Wall Against The Wind, I Dreamed I Saw Joe Hill Last Night e la versione live di Union Song).
L’ep di Tom “The Nightwatchman” Morello, i cui proventi sono stati devoluti ad America Votes Labor Unity Fund, è stato ispirato dagli scioperi avvenuti a fine febbraio 2011 nella città di Madison, Wisconsin. Una serie di manifestazioni culminate con la marcia degli oltre 60.000 lavoratori (per gran parte del settore pubblico) affluiti lungo le strade della capitale di Stato per rivendicare il diritto sindacale alla contrattazione collettiva. Un’attività messa in discussione dalle continue aggressioni politiche del governatore repubblicano Scott Walker che, nonostante tutto, è stato rieletto pochi mesi fa.
Per scaricare le tracce di Union Town basta inserire il proprio indirizzo email nell’apposito campo predisposto alla pagina Celebrate May Day with Tom.
  

giovedì 25 aprile 2013

Ben Harper with Charlie Musselwhite - Get Up!

Due visioni che collidono, interloquiscono e si amalgamano. Ben Harper e Charlie Musselwhite hanno età, background, prospettive e attitudini diverse, ma sono accomunati da una profonda passione per il blues. Ben Harper, il bravo ragazzo della California tutta sole e possibilità, e Charlie Musselwhite, il maturo armonicista scampato all’inferno, dopo diversi approcci approdano ad una collaborazione organica cercata per anni. Get Up! è concettualmente un album che ripercorre l’ideale sentiero che congiunge il delta del Mississippi a Chicago e fissa l’accampamento in quella Memphis che ha dato i natali alla Stax.

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lunedì 15 aprile 2013

Josh Ritter - The beast in its tracks

Il mio matrimonio è finito il primo novembre 2010. Era una mattina fredda e ventosa a Calgary, Alberta, ed io ero in tour. Ho riattaccato il telefono e mi sono guardato intorno”. E’ con una chiamata che si chiudono i diciotto mesi di vita coniugale di Josh Ritter. Lontano dalle luci del palco e dagli applausi della platea, mentre la carriera naviga con il vento in poppa, la vita sentimentale cola a picco in una sorta di compensazione tra equilibri. The beast in its tracks è poetica dell’intimismo che narra non tanto le cause della frana, quanto il cono della valanga che seppellisce e costringe a boccheggiare in un’angusta bolla d’aria. E’ un album che raccatta schegge di delusione di un rapporto andato in pezzi e ne espone il seguito, quando la logica convince a gettare via tutti quei frammenti che mai ricomporranno il puzzle.

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(foto di Laura Wilson)

lunedì 11 marzo 2013

Israel Martínez - The Minutes

Tanto taciuta quanto tangibile. In Messico la guerra tra le fazioni criminali e la polizia ha provocato 60.000 vittime tra il 2006 e il 2012. Un’ecatombe che non fa scandalo e non riveste troppa importanza mediatica. E allora è l’arte, per quanto possibile, a farsi carico di denunciare. Israel Martínez coniuga musica, lavori grafici e video installazioni per raccontare l’orrore e le trasformazioni del suo Paese. The Minutes cerca di argomentare la crescente angoscia della popolazione e il totale isolamento a cui è costretta. Il disco è duro, difficile, volutamente alienante incentrato esclusivamente su suoni registrati in ambienti urbani o bucolici, generati da computer o da asfittica elettronica. Musica impropria dai tratti alternativi, risonanza acustica intrecciata a echi sinistri. Sperimentazione che è cronaca, cruda, originata da una triste visione.

domenica 3 marzo 2013

Midas Fall - Wilderness

I Midas Fall vengono da Manchester e sembrano aver interiorizzato il clima ombroso e umido della città. Il loro Wilderness, séguito di Eleven Return & Revert, sfrutta le potenzialità della voce di Elizabeth Heaton per caratterizzare brani consumati tra elettronica ed echi di chitarre marginali. Pop intimista ripiegato tra dieci bozzetti a basso voltaggio che valorizzano l’iperbole malinconico di un canto ora carezzevole ora tormentoso.
Strumentisti intercambiali, i quattro inglesi – Elizabeth Heaton (voce, chitarra, synth), Rowan Burn (chitarra, piano, basso) e Steven Christopher Pellatt (batteria, percussioni) – effettueranno una serie di spettacoli in patria già nei prossimi giorni, mentre Wilderness debutterà sul mecato il prossimo 25 marzo.